La lista delle cose da fare: concentrati su ciò che sei più che su ciò che vuoi avere

Vi è mai capitato di compilare una lista delle cose da fare?La famosa “to do list”. Spesso rischiamo di perderci: abbiamo in mente tante cose da fare e viviamo la frustrazione di non riuscire a realizzarle. Come mai? La difficoltà sta proprio nell’organizzare queste cose da fare.

Uno degli errori principali, però, è quello di porci degli obiettivi che ci facciano avere qualcosa… Fare qualcosa per avere..

Non bisogna concentrarsi solo su ciò che si ha o che si vuole avere, ma su chi si è e chi si vuole essere.

Non “cosa devo avere per essere felice”, piuttosto “chi devo essere per poi un giorno ottenere determinati risultati?”.

La dimensione che conta è quella dell’essere.

Se voglio una relazione sentimentale migliore forse dovrò essere più paziente, più presente, ecc… L’idea è quella di concentrarsi su ciò che possiamo fare, su come possiamo essere per ottenere poi quella cosa.

Ritrovare i pensieri felici

Troppo spesso ci concentriamo su ciò che non va, su ciò che manca, su ciò che vorremmo… I nostri pensieri, però, condizionano il nostro umore, le nostre emozioni e il nostro modo di vivere.

Dovremmo esercitarci nel ritrovare i nostri pensieri felici. Cosa ci rende felici? Piccoli gesti, piccole attenzioni, piccole routine quotidiane che ci fanno sentire bene…

Può sembrare una riflessione banale, ma ci riesce molto più facile concentrarci sul negativo rispetto al positivo. Questo piccolo esercizio, se fatto quotidianamente, ci aiuta a focalizzarci sul positivo e a farci stare bene.

Cosa ci fa “volare”? Cosa ci fa stare bene? Proviamo a concentrarci su ciò che abbiamo, su ciò che ci fa stare bene, sui piccoli traguardi raggiunti, su ciò che c’è anziché su ciò che manca o che ancora non abbiamo…

Non dobbiamo inventare o convincerci a tutti i costi che tutto va bene. Basta sottolineare ciò che di positivo c’è, senza rimarcare solo il negativo.

Le influenze negative: vivi da aquila o da gallina? Storia

Un giorno un allevatore di polli, appassionato scalatore, mentre si arrampicava su una montagna particolarmente difficile, s’imbatté in una sporgenza. Su quella sporgenza c’era un nido e nel nido c’erano tre grandi uova. Uova di aquila.

L’uomo cedette alla tentazione di prendere una delle uova e metterla nel suo zaino, accertandosi, prima, che l’aquila madre non fosse nei paraggi. L’allevatore continuò la sua scalata, alla fine tornò alla fattoria e mise l’uovo nel pollaio.

Quella sera la gallina si sedette su quell’enorme uovo per covarlo: era l’immagine della madre più orgogliosa che si potesse immaginare. E anche il gallo sembrava fiero di sé.

A tempo debito, l’uovo si schiuse e l’aquilotto uscì, si guardò attorno, vide la gallina e disse: “Mamma!”

E fu così che l’aquila crebbe con i suoi fratelli pollastri. Imparò a fare tutto ciò che fanno i polli: chiocciare e schiamazzare, grattare per terra alla ricerca di vermi, agitare le ali furiosamente e volare a poche spanne d’altezza prima di ricadere, a terra, in una nuvola di polvere e piume. L’aquilotto era assolutamente sicuro di essere un pollo.

Un giorno, quando era ormai anziana, l’aquila-che-credeva-di-essere-un-pollo guardò il cielo. Lassù, in alto tra le correnti, volava maestosa, senza sforzo e senza quasi muovere le ali, un’aquila.

“Cos’è quella?” chiese stupita la vecchia aquila. “È magnifica. Quanta potenza e quanta grazia! È poesia in movimento.”

“Quella è un’aquila” disse un pollo. “È il re degli uccelli. È un uccello dei cieli, noi siamo solo polli, uccelli di terra”.

E fu così che l’aquila visse e morì da pollo; perché questo era ciò che credeva di essere.

Prendere il volo è innanzitutto una questione di mentalità: essa si forma attraverso lo studio la pratica, ma anche attraverso le cose che gli altri ci dicono.

A chi stai permettendo di starti vicino, di influenzarti? Quali programmi televisivi vedi, quali libri leggi, a quali notizie dai priorità?

Possiamo scegliere in che direzione farci influenzare: da chi si lamenta e non ci attribuisce valore, o da chi ci sprona a crescere e migliorare.

A te la scelta.

Qual è lo scopo della tua vita? La parabola dei tre muratori

Tre muratori stanno lavorando sodo per costruire un edificio. Un passante, incuriosito, chiese ai tre: “Cosa state facendo?”Il primo muratore, stanco, infastidito ed accaldato rispose: “Sto costruendo un muro”. Il secondo muratore, sospirando, rispose: “Sto costruendo una cattedrale”. Il terzo muratore, nonostante il caldo, la fatica ed il sole cocente, rispose col sorriso: “Io sto costruendo la casa di Dio, dove sarà glorificato nei secoli a venire”.

Qual è il punto di questa parabola? Tutti e tre i muratori stanno costruendo un muro, ma ognuno dei tre dà un’interpretazione diversa a ciò che fa e a ciò che vive.

Il primo muratore ha un mestiere, il secondo una carriera, il terzo una vocazione.

Come vivi ciò che fai? Il tuo lavoro, ad esempio?

Il punto non è quale tipo di lavoro fai, nello specifico, ma in come tu lo vivi.

Come il tuo lavoro può aiutarti a metterti in contatto con i tuoi valori, ad esprimerti? Che utilità ha ciò che sto facendo? E’ coerente con i miei valori di base? Mi aiuta ad essere una persona migliore?

Trovare l’anima gemella: 4 passi per prepararsi ad accoglierla

Come si fa a trovare l’anima gemella? La persona “giusta” per noi arriva nella nostra vita quando siamo pronti ad accoglierla. Smettiamo di correre a cercarla ed impegniamoci affinché possiamo diventare noi, in primis, quella persona.

Cosa dobbiamo fare per prepararci?

  1. conosci persone ed individua i tuoi valori. Conoscere più persone ti aiuta a capire quali sono le caratteristiche dell’altro che più ti attraggono. Non dobbiamo cercare persone uguali a noi, con i nostri stessi interessi, ma persone che condividano i nostri stessi valori. Quali sono i tuoi valori? Quali sono i valori per te importanti in una relazione? Cosa cerchi nell’altro?
  2. verifica la presenza di questi valori nell’altro. Osserva come la persona si comporta non solo con te, ma anche con le persone intorno a lei. Se abbiamo un valore, come ad esempio il rispetto verso gli altri, lo mettiamo in pratica con tutte le persone che incontriamo proprio perché è un valore che fa parte di noi;
  3. passare ad un livello diverso. Ad un certo punto occorre affrontare le cose importanti: ascoltarsi, mostrarsi vulnerabili, parlare delle cose importanti (di ciò che vogliamo dalla vita). Queste conversazioni ci aiutano a capire se i nostri valori sono presenti nella persona che abbiamo davanti e quali valori essa ha.
  4. mostrati per ciò che sei. Mostrare una parte di noi che pensiamo possa piacere all’altro non ci rende autentici e rischia, invece, di farci perdere tempo con persone che non sono compatibili con noi. Non temere di mostrare ciò che sei veramente.

Questo ti aiuta a non perdere tempo con chi non è compatibile con te.

Come gestire le emozioni negative: 4 passi

Tutti noi vorremmo provare solo le emozioni positive e rinnegare quelle negative. Ansia, preoccupazione, paura, tristezza: quando arrivano cerchiamo subito di sfuggire loro, rinnegarle, cancellarle, distrarci. Ma cosa vogliono dirci? A cosa “servono” queste emozioni?

Vediamo come possiamo imparare a gestirle.

  1. osservale: impara a fermarti, ad ascoltare ed osservare le sensazioni del tuo corpo. Come si manifesta quell’emozione? Tachicardia, sudorazione, fiato corpo, un groppo alla gola… Dove, nel tuo corpo, si manifesta quell’emozione? Riconosci le sensazioni del corpo e familiarizza con loro, questo ti aiuterà a capire cosa sta succedendo, anziché spaventarti;
  2. respira lentamente. Per riprendere il controllo ed il contatto con il tuo corpo impara a respirare lentamente, provando a contare per rallentare la respirazione: 1001 1002 1003 inspirando, 1004 1005 1006 espirando. Immagina il fluire del respiro dentro e fuori dal tuo corpo;
  3. crea spazio: dai spazio alle tue emozioni, lasciale fluttuare, dai loro la possibilità di cambiare ed evolversi;
  4. lascia che sia: al di la che si tratti di emozioni positive o negative lascia che ci siano, non contrastarle, con combatterle, non le modificare. Lascia che ci siano anche se non ti piacciono. Se impari ad accettarle ti condizioneranno molto meno.

L’importanza delle azioni

Cosa conta di più, il pensiero o le azioni?

Penso di amarti, penso di volere il tuo bene, penso di volerti aiutare, penso di volerti stare vicino in un momento per te difficile… Questi sono pensieri belli, ma hanno poco valore se non sono seguiti da gesti, azioni concrete che li possano mettere in atto.

Che valore diamo alle nostre azioni? Riusciamo a rendere concreti i nostri pensieri e a trasformarli in azioni?

Che differenza c’è tra pensiero ed azione? Il pensiero è mio, resta nella mia testa. L’azione è la comunicazione del mio pensiero all’altro, delle mie intenzioni, emozioni.

C’è coerenza tra i vostri pensieri e le vostre azioni? Mi piace molto quest’immagine: un conto è dire di amare l’altro, un altro è coprirlo con l’ombrello quando piove: il gesto è la dimostrazione concreta dell’amore, al di la delle parole dette il gesto dimostra in concreto a cosa dò importanza, cosa conta…

Impariamo a dare più importanza ai gesti, alle azioni, al comunicare concretamente ciò che pensiamo e proviamo. Dimostriamo.

Ricomincia la scuola: una nuova routine da affrontare

Ufficialmente oggi riaprono le scuole. Dopo mesi di chiusura, di ricerca di nuovi equilibri, di genitori che si sono dovuti occupare di didattica a distanza, connessioni che vanno e vengono, compiti da fare e tempo da occupare…

La tendenza, e il rischio, è quello di pensare di tornare alle abitudini passate. Non è cosi. Qualcosa è cambiato. Di fronte ad ogni cambiamento, soprattutto quando arriva inaspettato e stravolge le nostre abitudini, bisogna darsi tempo per ritrovare un nuovo equilibrio, per rientrare nei nuovi ritmi, per abituarsi…

Forse si vorrebbe solo cancellare ciò che è successo e sperare che tutto ritorni alla “normalità”, ma occorre trovare una nuova dimensione di normalità.

I bambini potrebbero avere difficoltà a riprendere la scuola, la sveglia mattutina, i compiti, le nuove norme di sicurezza… dategli tempo. E datene anche a voi… Vivete un giorno alla volta, confrontatevi con le persone intorno a voi, fate emergere le vostre emozioni e i vostri timori. Vivete il cambiamento e tutto ciò che esso comporta.

E gli altri cosa penseranno? La vita è la tua

Le persone intorno a noi possono essere pronte a giudicare criticare, dare pareri non richiesti, credere di sapere ciò che è meglio per noi… questo dice molto del loro modo di essere e di agire, ma sta a noi scegliere cosa farne di tutto questo.

La vita è la TUA. Ho scelto questa immagine del fiore che cresce nonostante il terreno arido intorno e le crepe del suolo… nasce perché questo è il suo destino, questa è la sua storia, nonostante le condizioni intorno a lui non siano ideali.

Fiorisci, cresci, continua per la tua strada nonostante i pareri, le avversità, le critiche, i giudizi.

Puoi scegliere di farti condizionare da tutto ciò o di concentrarti sulle cose importanti per te.

A te la scelta.

Credi in te stesso: uno sguardo al passato per affrontare il presente

Vi è mai capitato di sognare il vostro esame di maturità? O di sognare di doverlo affrontare nuovamente, come se non l’aveste già fatto? Molti vivono questo sogno come se fosse un incubo, in realtà esso racchiude in se un messaggio di forza e di speranza. Nei casi in cui il vostro vero esame di maturità sia andato bene e voi siate riusciti a superarlo, questo sogno è un modo dell’inconscio di ricordare a voi stessi che in situazioni passate di tensione e paura di non farcela, in realtà ce l’avete fatta. E’ un modo per ricordarvi di credere in voi stessi e nelle vostre risorse.

Quando ci troviamo ad affrontare situazioni difficili abbiamo la sensazione di non farcela, soprattutto quando le percepiamo come più grandi di noi e non sappiamo come affrontarle. In questi casi dovremmo ricordarci delle nostre esperienze passate, delle situazioni che abbiamo già affrontato e di cosa ci ha permesso di affrontarle. Le nostre risorse, gli aiuti a cui possiamo ricorrere, la forza che è dentro di noi.

Uno sguardo al passato può aiutarci a ricordare. Ricordare di credere in noi stessi e nelle nostre risorse, uno sguardo al passato per poter affrontare al meglio il presente.