Segui la tua via

Cosa può allontanarci dalla felicità? Ognuno di noi è un esemplare unico. Inutile fare paragoni, mettersi a confronto con gli altri. Ognuno ha la sua storia, le sue caratteristiche, non esistono copie o cloni. Ciò che ci può allontanare dalla felicità è seguire la strada di qualcun altro. Quale sarà il risultato? Che raggiungerai la meta di qualcun altro e non la tua.

Puoi ammirare una persona per le sue caratteristiche, la tenacia, la determinazione. Ma devi trovare in te stesso il tuo obiettivo nella vita e le risorse che possono aiutarti a raggiungerlo. Copiare ciò che fanno gli altri non farà altro che farci sentire sbagliati, semplicemente perché noi siamo noi. Inizia ad accettare te stesso, a concentrarti su come sei e su ciò che vuoi dalla vita. Non ci sono risposte giuste o sbagliate, strade giuste o sbagliate. La cosa importante è percorrere la propria strada.

Essere consapevoli di chi siamo

Per raggiungere la felicità è importante avere consapevolezza di noi stessi. Chi siamo? Guardiamo il mondo attraverso degli occhiali, occhiali con lenti colorate: le opinioni degli altri, la tv, i media, i politici, tutto questo contribuisce a colorare le nostre lenti.

Se ti chiedessi “chi sei?” come ti definiresti? Con il tuo lavoro? Sono una manager, una parrucchiera, una commessa. O con le tue caratteristiche fisiche? Sono alta, bassa, bella, brutta. O forse con il ruolo? Sono moglie, madre, figlia.

Spesso ci identifichiamo con quello che facciamo, o con le emozioni che proviamo (sono arrabbiata, sono triste). Ma non è cosi. Tu senti la rabbia, tu senti la tristezza, ma non SEI quello. E’ importante come scegliamo di parlare di noi e di ciò che viviamo. Questa è la chiave per imparare a lasciar andare.

Siamo quello che pensiamo?

Marco Aurelio diceva che “i pensieri impregnano l’anima con il proprio colore”. Di che colore sono i tuoi pensieri? Neri, rossi, gialli, bianchi? Sei consapevole della natura dei tuoi pensieri? Sei d’accordo con loro? I pensieri vanno e vengono, ma possiamo cambiarli, possiamo agire su di loro se non ci piacciono.

Possiamo imparare a metterli in discussione, non dobbiamo prendere per vero tutto ciò che ci passa per la testa. Oggi sono nervosa per un qualsiasi motivo e mi viene un brutto pensiero su una persona a me cara? Posso fermarmi e interrogarmi su quel pensiero. Come mai ho pensato questa cosa? E’ vera o è solo il frutto del nervosismo dovuto a ciò che è successo poco fa?

Possiamo imparare a filtrare i nostri pensieri, come se avessimo un passino o un imbuto: scegliamo noi quali pensieri far passare e quali fermare, senza doverli seguire o senza farci condizionare da essi. Per fare questo, però, dobbiamo imparare a fermarci e a riflettere, per bloccare il processo automatico dei pensieri. Imparo a diventare consapevole del flusso dei miei pensieri, per poterli gestire e non farmi sovrastare da essi.

Smetti di perdere tempo e vivi il momento presente

Ansia, depressione, attacchi di panico… Una tendenza a vivere nel passato o nel futuro, questo genera il malessere di cui molte persone oggi soffrono.

“Sii felice di questo momento. Questo momento è la tua vita” Omar Khayyman

E’ proprio cosi: noi possiamo concentrare le nostre energie sul momento presente, su ciò che stiamo vivendo ora, oggi. Smettiamo di perdere tempo a rimuginare su ciò che è stato o a prevedere ciò che succederà. Rispetto al passato ciò che è fatto è fatto, non possiamo modificarlo. Ciò che succederà non è tutto nelle nostre mani, non possiamo controllarlo, ci sono troppe variabili.

Impariamo a fare tesoro di ogni momento, smettiamo di dare per scontato le persone e ciò che ad oggi abbiamo. Questa è la strada per la felicità.

Il “per sempre” non esiste

Cosa ci allontana dalla felicità? Anche se riusciamo a raggiungerla vorremmo che durasse per sempre, che le cose non cambino. E’ come scattare una foto del momento perfetto e aspettarsi che duri per sempre. Solo che la vita non è una fotografia. La vita è un film, in continuo mutamento. La vita scorre, va avanti. Le cose che possediamo, le possediamo ora. Le persone care sono qui accanto a noi ora. Non sappiamo come sarà domani, o tra un anno, o tra 10 anni.

Ciò che ci può allontanare dalla felicità è la paura: la paura di perdere ciò che abbiamo, la paura che il domani non sia come oggi, la paura che le cose cambieranno. Ma questo è inevitabile. Tutto muta, tutto cambia.

Se siamo soddisfatti di ciò che abbiamo ora, oggi, godiamocelo.

Se non lo siamo, facciamo qualcosa per cambiare la nostra situazione. Perché, sia nel bene che nel male, il “per sempre” non esiste. Quindi anche se stai attraversando un momento difficile sappi che è un momento, che questo cambierà, che la situazione evolverà. Chiediti, però, cosa tu puoi fare per agevolare questo cambiamento.

La strada verso la felicità: ridere

Madre Teresa una volta disse “Incontriamoci con un sorriso, perché il sorriso è il principio dell’amore”. Ed è proprio cosi.

E’ bello sorridere alle persone; o quando qualcuno ci guarda e ci sorride, senza un motivo in particolare. Trasmette gioia, calore, partecipazione.

Ridere stimola le endorfine, proprio gli ormoni che ci fanno sentire felici. Quindi nel nostro percorso alla ricerca della felicità non può mancare il sorriso o una bella risata di cuore.

Come fare?

  • impegnati, nella giornata di oggi, a sorridere di più. A partire da te stesso quando ti guardi allo specchio, alle persone intorno a te o anche alle persone che oggi incontrerai (a lavoro, in macchina, durante una passeggiata o al supermercato)
  • fai qualcosa di divertente e circondati di persone che ti fanno ridere. Vedi un film comico, guarda o cerca nel web video divertenti, chiama quell’amico simpatico che ti strappa sempre un sorriso

Attento a ciò che possiedi

Un inganno alla felicità è il concetto di possesso. Soffriamo, e quindi non siamo felici, perché ci attacchiamo: ad animali, persone, lavori, oggetti, cose che possediamo. Possedere alcune cose è bello, ma è anche un peso. Possedere comporta timore. Le cose possono rompersi, le relazioni finire…

Se basiamo la nostra felicità su cose materiali, come l’ultimo modello di telefonino, oppure una tv di ultima generazione, difficilmente raggiungeremo la felicità. Non avremo mai ciò che vogliamo avere, perché non appena lo otteniamo vogliamo qualcos’altro e cosi all’infinito. Rischiamo di restare attaccati con le unghie e con i denti al desiderio di possedere. Ma siamo, poi, realmente felici?

L’attaccamento porta alla paura, la paura di perdere proprio ciò che possediamo.

A cosa ti senti “attaccato”? Che valore hanno per te gli oggetti, le persone, il tuo lavoro? E se dovessi perdere qualcuna di queste cose, come ti sentiresti?

Fai un piccolo esercizio: prova, anche solo per qualche ora o per un giorno, a fare a meno di un oggetto a cui sei particolarmente attaccato (telefonino, tv, quella particolare tazza per fare colazione o prendere il caffè, ecc). Cosa succede rinunciando a quell’oggetto? La tua felicità viene meno?

Il potere della mente

Come diceva il Buddha “La mente è tutto. Ciò che pensi, tu diventi”.

Ecco allora una prima strada da intraprendere per raggiungere la felicità: cosa dice la tua mente? Quali sono i tuoi pensieri?

Iniziamo ascoltando i nostri pensieri, la nostra mente. Qual è il nostro concetto di felicità? Quali sono i pensieri che ci rendono felici? Non si tratta tanto di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, o forse si. I nostri pensieri condizionano il nostro umore e viceversa. La felicità non è qualcosa di esterno a noi, ma deve nascere da noi stessi. Posso possedere tutto ciò che voglio a livello materiale, ma se la mia mente continua a dirmi che manca qualcosa, o a vedere solo ciò che non va nella mia vita, difficilmente riuscirò a godere di ciò che ho e ad apprezzare tutto questo.

Spesso vediamo persone che hanno cosi poco eppure riescono ad essere felici, sempre con il sorriso sulle labbra e pronte a cogliere il lato positivo delle cose.

Fermati un momento, chiudi gli occhi, fai un bel respiro e “ascolta la tua mente”: cosa ti dice? Se ciò che ti dice non ti piace, inizia a cambiare i tuoi pensieri, inizia a dirigere l’attenzione verso qualcosa di diverso… questo è il primo passo verso la felicità.

Alla ricerca della felicità…

Le feste sono finite, è iniziato un nuovo anno e con esso partono i buoni propositi. In questo mese rifletteremo su un tema molto importante: la felicità.

Che cos’è la felicità? In cosa consiste? Come si fa a raggiungerla?

La parola felicità significa esperienza di appagamento, opportunità. La felicità è lo stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti i propri desideri.

E’ difficile misurare la felicità, poiché essa consiste in un particolare stato emotivo strettamente connesso alla percezione soggettiva di un benessere generale.

Non è tanto ciò che si possiede a generare felicità, quanto la percezione che ognuno di noi ha rispetto a quanto sia appagante ciò che si possiede, quanto tutto questo soddisfi i nostri desideri.

Iniziamo questo viaggio alla scoperta della felicità con una domanda:

Cosa pensi che ti renda felice? Quando senti che i tuoi desideri sono soddisfatti?

Nei prossimi articoli vedremo, passo passo, cosa condiziona la nostra felicità e come poter essere felici.