Conosci le tue abitudini?

La conoscenza di se stessi scaturisce dalla conoscenza delle proprie abitudini. Abitudini al comportamento, alle parole, al pensiero.

Siamo consapevoli delle nostre abitudini? Proviamo, per un giorno, ad osservarci: da quando ci alziamo la mattina a quando andiamo a letto. Noteremo comportamenti automatici di cui forse non abbiamo neanche consapevolezza. Cosa facciamo appena ci svegliamo? Come ci rivolgiamo al nostro partner? Abbiamo una routine stabilita o questa cambia in base al giorno e all’umore? Come faccio colazione? Sempre allo stesso modo, oppure vario? E se cambiassi abitudine, oggi, cosa succederebbe? Riuscirei a farlo o sono ancorata alla mia quotidianità? Come mi rivolgo alle persone intorno a me? Come saluto i miei figli quando li accompagno a scuola, o come saluto i colleghi quando arrivo a lavoro?

Credo che molti avrebbe difficoltà, cosi su due piedi, a rispondere a queste domande. Spesso facciamo fatica a fermarci, ad osservarci, e non riusciamo neanche ad identificare i nostri modi di fare, di comunicare, di agire. Ma questi rappresentano ciò che siamo e il nostro modo di apparire agli altri.

Fuori dalla paura cosa c’è?

Questo 2020 sta volgendo al termine, e forse molti tireranno un sospiro di sollievo. La paura è stata un elemento chiave in questi mesi: paura di ciò che sarà, di ciò che è, del non sapere, dell’incertezza… Una paura a cui è difficile reagire, rispondere.

Ma fuori dalla paura cosa c’è? Cosa ci impedisce di fare la paura? Sicuramente tende a farci sentire immobili, come se non potessimo fare nulla. Questa sensazione di immobilità serve a tutelarci, a farci osservare la situazione e a darci il tempo di capire come reagire. Ma se diventa troppa rischia di bloccarci e non permetterci di agire.

E’ normale avere paura, ma non dobbiamo dimenticare chi siamo e ciò che possiamo fare per affrontarla. Solo l’agire e il fronteggiare le situazioni che più temiamo ci può dare la possibilità di abbassare il livello di paura, farci sentire più forti. Anche di fronte alle situazioni più terribili possiamo fare qualcosa, noi, per fronteggiarla: guardare un altro punto di vista, chiedere aiuto, farci sostenere dalle persone a noi vicine, cambiare modo di fare. Bisogna volgere lo sguardo verso noi stessi e chiederci cosa possiamo fare per far fronte alla situazione, per quanto paurosa essa sia.

La coppia funziona quando è presente un senso di “possesso”: FALSO

L’altro, il partner, non è qualcosa che possiamo possedere, anzi: scegliersi è qualcosa che va rinegoziato e confermato ogni giorno, in piena libertà ed autonomia.

Scoprirsi gelosi del partner permette di mantenere alto l’interesse e l’attenzione facendo sentire l’intensità dell’amore provato e la voglia di non perdere ciò che si condivide. E’ normale avere il timore di perdere l’altro e ciò che si è costruito, ma l’altro non è “nostro”. Lui/ lei è se stesso, libero di scegliere cosa è meglio per se, libero di scegliere di voler stare con noi o meno. Stare con l’altro, amare, significa considerare come sta, cosa pensa, cosa prova e cosa vuole. Non siamo noi a decidere della sua vita.

Il sentimento per il partner non deve mai cambiare: FALSO

La coppia cresce, matura, evolve, e cosi i nostri sentimenti. Questo è normale e naturale. Con il tempo ciò che si prova si trasforma, assumendo nuove forme. Fare riferimento solo all’intensità è riduttivo, ci sono altri fattori in gioco. Dalla passione si passa ad un’intimità diversa, alla condivisione, alla vicinanza, alla conoscenza profonda.

E’ un evoluzione verso una maturazione del rapporto. Sarebbe un’illusione pensare che ciò che provavamo i primi tempi resti uguale a ciò che proviamo dopo 5, 10, 20 anni. Non sarebbe possibile. Ma questo cambiamento è positivo, rappresenta una crescita ed un’evoluzione del rapporto. Tutto dipende dove volgiamo lo sguardo: a ciò che è stato e non è più, o a ciò che mancava allora e che oggi c’è?

Una buona relazione richiede la condivisione assoluta: FALSO

Progettare e condividere sono aspetti importanti di una relazione di coppia, ma ciò non toglie che ogni partner possa coltivare in autonomia i propri spazi e interessi. Questo non toglie nulla alla coppia, anzi. Siamo persone distinte e diversi, come diversi sono i nostri interessi e le nostre passioni. Il nostro partner non deve amare ciò che amiamo noi, e noi dobbiamo rispettare questa diversità.

E’ importante dedicare del tempo a noi stessi al di la della coppia, proprio per poi voler condividere dei momenti all’interno della coppia, momenti e condivisioni tipiche della coppia stessa. Non occorre condividere tutto, ma crearsi degli spazi individuali di pari passo a spazi convidisi.

Una buona relazione richiede l’assenza di problemi: FALSO

Non esiste coppia indenne da difficoltà e problemi, questa è un’illusione che bisogna affrontare per non restare delusi e gettare la spugna di fronte alle prime avvisaglie di difficoltà.

Ciò che conta è come si decide di affrontare questi problemi: parlarne, confrontarsi restare uniti nonostante tutto. Una squadra che cerca, insieme, di vincere la partita. Dritti verso lo stesso obiettivo, uniti nel bene e nel male. E’ proprio la sensazione di non essere soli di fronte ai problemi e alle difficoltà e poterci dare la forza di affrontarli al meglio.

Una buona relazione richiede l’idillio: FALSO

Si tende a pensare che una buona relazione sia una relazione in cui si va d’accordo, non si litiga, ci siano le famose farfalle nello stomaco e le belle emozioni tipiche dell’innamoramento. Ma non è cosi.

La relazione cambia nel tempo, si evolve, ma questa evoluzione non è negativa. E’ un processo naturale, una crescita, una maturazione della relazione stessa.

Di fronte al litigio occorre trovare il giusto modo per affrontarlo, la volontà di risolvere il conflitto, di comprendere il punto di vista dell’altro facendo emergere al contempo il proprio. Con il tempo si costruiscono le abitudini quotidiane, tipiche di quella coppia. L’intesa, la conoscenza reciproca, la condivisione. L’idillio può essere tipico della fase iniziale, ma verrà poi sostituito da molto altro…

Dedicare tempo alla coppia e alla famiglia è indispensabile: VERO

Per favorire un sano sviluppo delle relazioni è indispensabile dedicare tempo all’unione di coppia e alla famiglia. Dedicare tempo e attenzioni riflette l’impegno nel voler portare avanti le relazioni, nel volerle veder crescere, maturare, curare e coltivare giorno dopo giorno. Nessuna storia va avanti per inerzia, per lo meno nessuna storia sana e soddisfacente.

Anche una pianta, se non curata, prima o poi morirà. Non basterà piantarla e aspettare che piova: bisognerà quotidianamente togliere le foglie secche, controllare il terreno. dare acqua o eventuale fertilizzante. Investire impegno, tempo ed attenzione se vogliamo che cresca sana e forte. Lo stesso accade per la relazione di coppia.

Basta l’amore a far funzionare tutto: FALSO

L’amore è un ingrediente fondamentale, ma non basta. Servono anche altre componenti:

  • consapevolezza
  • comprensione
  • empatia
  • vicinanza
  • dialogo
  • rispetto
  • complicità

La capacità di fare squadra aiuta il rapporto a mantenersi nel tempo, farà sentire i coniugi uniti verso un “obiettivo” comune, non li farà sentire soli nel percorso della vita e della coppia stessa.

L’amore è la componente principale, ma servono anche impegno, dedizione, sforzo, volontà… Come quando si fa una ricetta, non basterà un solo ingrediente affinché essa riesca: sarà solo l’unione di tutti gli ingredienti a permettere la riuscita del piatto.

Una buona relazione dipende dalla convergenza di idee: FALSO

Si tende spesso a credere che i partner possano andare d’accordo solo se riescono a vedere le cose con gli occhi dell’altro, ma ciò non è necessario.

Siamo tutti diversi: ci saranno argomenti su cui si hanno le stesse idee ed altrettanti argomenti su cui si hanno idee diverse. E va bene cosi. Non si cerca una persona che la debba pensare come noi, che sia un nostro sosia.

Le differenze non rappresentano un ostacolo, ma al contrario un arricchimento. Un lato del carattere dell’altro può rappresentare per me fonte di ispirazione, se riesco a guardare ad esso in questo modo. Se sono una persona precisa e ossessiva, la leggerezza e spensieratezza dell’altro può aiutarmi, in alcuni momenti, a rendere la giornata più leggera, a non avere l’idea di dover avere tutto sotto controllo. E viceversa. La mia precisione può rappresentare uno spunto, per l’altro, nei momenti in cui è caotico e non riesce ad organizzarsi.

L’altro deve rappresentare, ai nostri occhi, un arricchimento per noi. Senza doverlo plasmare a nostro piacimento.