Aiuta te stesso,prima di aiutare gli altri: un po di sano egoismo

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Hai presente quando sei in aereo, prima del decollo, e l’hostess ti mostra le procedure di sicurezza? Ti dice, come prima cosa, che in caso di pericolo comparirà una mascherina e che dovrai indossarla per garantirti la giusta respirazione. Ma, cosa più importante, sottolinea il fatto che dovrai indossarla tu per primo, cioè prima di poter aiutare gli altri. Questo piccolo aneddoto ci porta a riflettere su una cosa molto importante: non possiamo aiutare gli altri se prima non aiutiamo noi stessi. Questo è vero nel caso dell’aereo, ma è vero anche nella vita.

Lo sappiamo bene noi psicoterapeuti: facciamo un lavoro su noi stessi, nel corso della formazione, proprio perché è fondamentale andare a sciogliere i nostri nodi prima di poter aiutare le persone a sciogliere i propri. Per imparare a prendersi cura di se, prima di potersi prendere cura degli altri. Nel mio lavoro mi trovo spesso davanti persone che arrivano da me esauste: hanno impiegato le loro energie per aiutare gli altri,  per aiutare le persone intorno a loro. Ma a caro prezzo! Non sono riuscite ad equilibrare le loro energie, a dosarle.

Cosa ci impedisce di prenderci cura di noi? Di indossare la famosa mascherina dell’aereo prima di aiutare l’altro? Ma soprattutto, come posso aiutare le persone intorno a me se non riesco neanche ad aiutare me stesso?

Vi sarà capitato di pensare: quella persona pensa solo a se stessa, avrebbe dovuto capire come mi sento, avrebbe dovuto avere a cuore la mia serenità, io lo avrei fatto. Se vi ritrovate in questi pensieri fermatevi un attimo: forse è vero che l’altro avrebbe potuto prendersi cura di voi. Ma voi lo fate con voi stessi? Prima di puntare il dito sull’altro riflettiamo su cosa possiamo fare noi per noi stessi. Spesso è l’insoddisfazione a parlare, a farci giudicare e puntare il dito. Sono energie sprecate, che potremmo investire in altro. In cosa?

In noi stessi per iniziare.

Se ti capita di sentirti travolto da questi pensieri, che ti portano a puntano il dito verso l’altro e ti fanno sentire frustrato e insoddisfatto, prova a fermarti e a chiederti:

“Cosa posso fare per me stesso, per non sentirmi più cosi?”

Posso andare a fare una passeggiata, prepararmi una tisana, chiamare una persona cara, leggere un libro, vedere un film, mettere un po di musica, cantare, ballare…

Sii un po egoista, prenditi cura di te stesso: questo farà crescere dentro di te sentimenti positivi, allegria, spensieratezza, soddisfazione, ma anche generosità verso te stesso e verso gli altri.

E solo allora, con questi sentimenti, potrai essere veramente di aiuto all’altro.

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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