Il compito del leader: come motivare, affrontare le critiche e creare rete

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Si sente spesso parlare di leader. Ma qual è il compito di un leader?

  • innescare sentimenti positivi nelle persone (per aumentare benessere e motivazione)
  • creare risonanza (una riserva di positività che libera quanto c’è di meglio in una persona)
  • evitare il diffondersi di emozioni tossiche e negative
  • essere fonte di ispirazione: il leader è colui al quale gli altri guardano per essere rassicurati e guidati.

Un leader non deve possedere soltanto capacità tecniche, ma soprattutto capacità emotive e relazionali. I gruppi sono fatti di persone e le persone hanno bisogni sottostanti a cui il leader deve saper rispondere in modo appropriato.

Un leader dovrebbe:

  • saper formulare una critica in modo costruttivo
  • saper creare un’atmosfera che valorizzi le diversità
  • saper lavorare in rete

Critiche

Qual è la differenza tra critica scorretta e critica costruttiva?

  • Un critica scorretta è fatta alla persona e non al suo specifico operato, si accompagna a manifestazioni di disistima e cinismo creando sentimenti negativi che portano ad una diminuzione di motivazione, energia e sicurezza. La conseguenza di tutto ciò è una chiusura da parte della persona e un mettersi sulla difensiva.
  • Una critica costruttiva, invece, si concentra su ciò che la persona ha fatto e potrebbe fare e non sulla sua personalità. Inoltre motiva, poiché si riferisce a tratti di personalità che la persona può modificare, se lo vuole.

Vediamo ora alcuni suggerimenti sia per chi fa una critica che per chi la riceve.

Chi rivolge una critica a qualcuno dovrebbe:

  • essere preciso. Specificare cosa è stato fatto bene, cosa è stato fatto male e cosa si potrebbe fare per migliorare. Essere vaghi non aiuta la persona a modificare ciò che non va. Piuttosto che dire: “questo lavoro è fatto male”, meglio dire “questa cosa è stata fatta bene, in questa specifica cosa invece si potrebbe fare diversamente…”. Questo stimola l’altro a trovare una soluzione per migliorare il suo lavoro (E’ importante ricordare che essere specifici è utile anche nel caso in cui si facciano le lodi e i complimenti, affinché queste aiutino le persone a capire cosa hanno fatto bene per ripetere in futuro il comportamento)
  • offrire una soluzione. Aiutare la persona a capire come potrebbe fare, fornendo degli spunti che possano stimolarlo a trovare delle alternative
  • essere presenti. La critica risulta efficace se fatta di persona: meglio evitare sms o telefonate
  • essere sensibili: mettersi nei panni dell’altra persona e capire l’effetto che potrebbe avere quella critica.

Chi si trova a ricevere una critica:

  • dovrebbe riflettere sul fatto che questa rappresenta un’indicazione utile per migliorare, e non un attacco
  • dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, senza chiudersi in se stesso
  • può chiedere una pausa se ne ha bisogno: “adesso non mi sento di parlarne, riprendiamo la conversazione in un secondo momento” (questo aiuta a prendere tempo affinché le emozioni non sovrastino la persona portandola a reagire come non vorrebbe, e le fornisce la possibilità di poter riprendere l’argomento in un secondo momento traendo profitto dalla critica come occasione di crescita).

E’ importante che il leader riesca a creare un’atmosfera che valorizzi le diversità.

I pregiudizi sono inevitabili e molto difficili da contrastare. Quello che, però, si può fare è:

  • prendere posizione contro di essi, scoraggiandoli e criticandoli apertamente
  • mettersi nei panni di chi riceve una discriminazione

Il leader, inoltre, deve saper lavorare in rete. E’ fondamentale l’armonia all’interno di un gruppo: se c’è esso lavorerà meglio e sarà più produttivo, indipendentemente dalle singole capacità dei membri. Ciascuno di noi porta i propri talenti e rappresenta una risorsa, sia nel mettere in campo i propri sia prendendo spunto da quelli degli altri. Da alcuni studi è emerso come i gruppi caratterizzati da attrito fossero meno abili nel tratte vantaggio dalla presenza di membri meno capaci: quando le condizioni relazionali non sono soddisfatte pienamente la maggiore conseguenza è il sottoutilizzo delle competenze e delle capacità.

Più creiamo contesti relazionali soddisfacenti, e più saremo spronati ad utilizzare ed accrescere le nostre competenze e capacità.

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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