Le barriere comunicative: cosa fare per evitarle

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Che cosa disturba una buona comunicazione? Vediamo quali sono le barriere comunicative da evitare per far si che la nostra comunicazione sia il più efficace possibile.

Quando intraprendiamo una comunicazione a livello intimo ed emozionale, quando cioè parliamo di noi e ci apriamo all’altro, dobbiamo stare attenti a quelle che possono essere delle barriere comunicative che possono intromettersi tra noi e l’altra persona, penalizzando la comunicazione e la relazione.

  • moralizzare
  • fare prediche
  • ridicolizzare l’altro
  • etichettare
  • usare frasi fatte
  • interpretare
  • analizzare
  • diagnosticare

Se la persona si sta confidando e ci sta parlando di se, queste barriere costituiscono un freno. Sono comportamenti razionali che possono portare alla chiusura dell’altra persona. Ricordiamo che la base di una buona comunicazione è l’ascolto: queste barriere rappresentano un non ascolto dell’altro. Servono, invece, per mettere in mostra noi stessi facendoci correre il rischio di non accogliere l’altro. Potremmo utilizzare una di queste frasi perché non sappiamo cosa dire, siamo in imbarazzo, sentiamo che l’altro si aspetta una risposta da parte nostra, ci sentiamo sotto pressione o non prendiamo sul serio lo stato d’animo della persona.

Vi sarà capitato di dire, o di sentirvi dire: “No, forse volevi dire che….” “avresti dovuto”, “io avrei fatto”…Notate come queste frasi rappresentino una chiusura per chi sta ascoltando. Non sono di aiuto, anzi! La persona si sentirà attaccata e tenderà a chiudersi, con il rischio che ci penserà due volte, in futuro, ad aprirsi nuovamente con voi!

Cosa, allora, si può fare per facilitare la comunicazione?

Sono molto utili le domande aperte. Quando una persona ci parla di se lo fa perché si fida di noi e perché possiamo aiutarla a vedere meglio la situazione.Le domande aperte aprono, facilitano la comunicazione e aiutano l’altro a riflettere, molto più di un nostro consiglio preconfezionato o di ciò che per noi è andato bene in passato (per noi, non per l’altra persona!).

Esempi di domande aperte sono:

  • ti va di parlarmene meglio?
  • vuoi dirmi di più?
  • come ti senti mentre mi dici questo?
  • cosa potresti fare di diverso?

Queste domande aprono ad una riflessione, ad una messa in discussione, che sono le basi per far emergere nuove idee e possibili soluzioni, create dalla persona stessa (con il vostro aiuto) e costruite su misura per lei. 

 

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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