Bambini e autostima: 3 messaggi da trasmettere per aumentarla

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Possiamo definire l’autostima come la stima che facciamo di noi stessi, l’attribuire un valore a noi stessi e alle nostre azioni. Esiste una predisposizione di base all’autostima (una base temperamentale), ma su di essa influiscono anche lo stile di attaccamento (la qualità del legame che abbiamo con le figure di riferimento) e i condizionamenti delle esperienze che viviamo (ciò che ci succede). 

Bambini con bassa autostima possono presentare una serie di comportamenti:

  • capricci ripetuti
  • scarsa autonomia (ad esempio nei compiti)
  • comportamenti oppositivi
  • richieste di rassicurazione
  • evitamento di alcune situazioni

Vediamo come si può lavorare sull’autostima:

  • L’autostima si può mostrare. Se vuoi che tuo figlio abbia una buona stima di se, devi avere tu stesso una buona autostima e devi esprimerla. Se in questo campo sei un po carente trasformati in un attore e prova a comportarti come si comporterebbe una persona con una buona stima di se. I bambini apprendono primariamente attraverso l’imitazione
  • Il genitore può insegnare l’autostima al bambino attraverso messaggi di apprezzamento, attraverso le parole. E’ importante cercare di non avere un atteggiamento giudicante: se mi abituo a giudicare gli altri, giudicherò anche me stesso. Se il bambino fa qualcosa di sbagliato, giudicate il suo gesto, non la sua persona. Le parole sono importanti ed hanno un peso: è diverso dire “questo esercizio è confuso e poco preciso” piuttosto che dire “sei un disastro, fai sempre confusione!”. Il “sei” ed il “sempre” sono gravi giudizi che entrano a far parte di come il bambino percepisce se stesso, attraverso l’immagine di se che gli altri gli rimandano
  • Sottolineate i punti di forza del bambino. Un bambino con bassa autostima tenderà a credere di non essere bravo in nulla, facendo di tutta un erba un fascio. Fate emergere i suoi punti di forza: sei capace in quel videogioco, in quella materia, a fare quella cosa. Se non va molto bene a scuola tenderà a pensare di non essere bravo in nessuna materia: sottolineate, invece, le materie in cui riesce meglio

3 messaggi da trasmettere:

  1. apprezzamento. Complimenti, “sono felice che tu sia qui”, “sono sicuro che ti impegnerai” (non focalizzarti sul risultato, non dire “sono sicuro che ce la farai”, ma “sono sicuro che ti impegnerai”)
  2. supporto. Accogliere il bambino, al di la del perché. Ti accolgo indipendentemente, poi mi dirai cosa è successo. Accogliere ed incoraggiare i momenti di insicurezza. Di fronte a “questo esercizio non lo so fare” dire “non lo sai ancora fare. Adesso mi siedo qui vicino a te e lo vediamo insieme”
  3. evitare. Non offrire aiuto se non è richiesto, attenzione alle aspettative e alle richieste troppo elevate nei confronti dei bambini. Non rimproverare nelle difficoltà: nessuno di noi è un super eroe senza paure e preoccupazioni; semmai, aiutiamoli ad affrontarle e mostriamogli come potrebbe fare o invitiamolo a riflettere su cosa potrebbe fare e a ricercare possibili alternative di azione.

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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