Accettare ciò che è, cambiare quel che si può e la saggezza di riconoscerne la differenza

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Accettare, cambiare? Dipende. Ci sono situazioni che non si possono cambiare, persone che non si possono cambiare: in questi casi rischieremmo di combattere una battaglia da soli, nella quale inevitabilmente usciremmo sconfitti e con non poche ferite. Cambiare? Si, ci sono situazioni che possiamo cambiare, se queste dipendono da noi. Non mi piace il mio lavoro, guadagno poco rispetto a ciò che valgo, non c’è organizzazione. Cosa posso fare? Posso cercare un altro posto di lavoro, accettare che li la situazione è cosi, funziona cosi, non posso essere io a cambiare ciò che non va.

Ma accettare non significa arrendersi: significa mettere un punto ad una situazione ed andare oltre. Se mi rassegno resto in quel posto di lavoro lamentandomi giorno dopo giorno. Se la accetto, cioè accetto che li le cose funzionano cosi, ma al tempo stesso capisco che non fa per me, posso destinare le mie energie nel cercare altro. Facciamo delle scelte dettate dai bisogni e dalle necessità del momento. Ma la vita non è statica, una scelta che abbiamo preso in un periodo della nostra vita può anche essere cambiata, se non ci fa più stare bene. Posso valutare, di volta in volta, come occupare le mie risorse e le mie energie: nel cambiare ciò che si può cambiare e nell’accettare ciò che non può essere cambiato.

Dobbiamo essere noi a decidere come occupare le nostre energie. Le situazioni capitano, non per nostro volere a volte, ma di fronte ad un evento ho due possibilità di azione: reagire o andare oltre. Non c’è una risposta giusta, dipende da tanti fattori. Posso cambiare/modificare quella situazione? Si, lo faccio. No, vado oltre. Mi dedico ad altro.

Da cosa capisco se vale la pena cambiare o accettare una situazione? Dall’effetto che producono i miei gesti, le mie azioni. Posso provare a cambiare una situazione, poi però mi fermo e osservo cosa sto ottenendo. Fare sempre le stesse azioni porta sempre allo stesso risultato. Se ciò che faccio non modifica la situazione di partenza le soluzioni sono due:

  1. devo cambiare modalità,
  2. oppure quella situazione non si può modificare.

Se a lavoro le cose non vanno posso andare a parlare con il capo: lui potrebbe ascoltarmi e apportare dei cambiamenti oppure no. In base alle reazioni che ricevo decido come proseguire nella mia rotta. La strada non è mai solo una, ci sono sempre varie alternative. Ricordi il famoso piano A-B-C di cui parlavamo? Bene, se le tue azioni non producono cambiamento, pensa al piano successivo.

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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