Come riconoscere la fame e il senso di sazietà

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Nasciamo tutti con la capacità innata di valutare il nostro grado di fame. Proviamo ad osservare i bambini: loro sanno cosa significa. Non puoi dare ad un bambino più del cibo che ti richiede: lui scuote la testa in modo determinato se non vuole più mangiare, o al contrario piange o si agita quando ha fame e vuole mangiare. Se i bambini non avessero questa capacità innata non sopravvivrebbero a lungo. Da 0 a 3 anni i bambini possiedono questa “saggezza innata” nel riconoscere il loro livello di fame e sazietà. Dopo i tre anni, i condizionamenti ambientali, le abitudini, lo stile educativo, il contesto, iniziano ad agire su questa innata capacità del bambino, fino a modificarla. Nel corso della vita la nostra capacità di cogliere i segnali che il corpo ci manda cambia, diventa più difficile da seguire. Il mondo ci insegna a mangiare anche quando non abbiamo fame, allontanandoci dalla nostra innata saggezza. Lo impariamo dalla tv, dai genitori (“potrai mangiare il dolce solo se finisci la carne che hai nel piatto), e da adulti continuiamo poi su questa scia. Probabilmente a tutti sarà capitato almeno una volta di mangiare solo per una questione sociale anche se non si aveva fame, o fare il bis di qualcosa ad una festa anche se si è pieni solo perchè ci è stato offerto e non si può dire no. Allo stesso tempo, le diete incoraggiano ad ignorare il proprio livello di fame. Ci sono diversi tipi e livelli di fame, sentire un leggero appetito è diverso dall’essere affamato. Imparare a riconoscere il proprio livello di  fame aiuterà a comprendere realmente come prendersi cura di se stessi.

Provate ad utilizzare la scala della consapevolezza della fame per stabilire qual’è il vostro livello. Si potrebbe iniziare ad insegnare alla mente a rispondere ai bisogni del corpo, piuttosto che ai suoi desideri. Iniziare a mangiare quando si ha un livello medio di fame evita di farci approcciare al cibo in modo famelico e vorace, divorando il pasto in breve tempo e mettendo sotto i denti la prima cosa che ci capita a portata di mano. Un espediente potrebbe essere quello di attaccare la scala della fame sull’anta della dispensa o nel frigorifero in modo da decidere cosa mangiare in base al proprio livello di appetito.

Quali segnali il corpo invia quando abbiamo fame? Mal di testa, stomaco che brontola, nausea? E’ importante ascoltare questi segnali per rispondervi nel modo giusto. 

Nel corso della giornata provate a fare un check in del vostro livello di fame: quanta fame ho? Che segnali mi sta inviando il mio corpo? Mentre mangiate provate a farlo in modo attento e consapevole, evitando di fare più cose contemporaneamente (come guardare la tv o il cellulare), ma prestando piena attenzione a ciò che state facendo, a come vi sentite: sto gustando il cibo che ho nel piatto? Come mi sento? Mi sento in dovere di finire tutto ciò che ho nel piatto oppure mi ascolto e mi fermo nel momento in cui mi sento sazia? Sono soddisfatta di ciò che sto mangiando?

Questi piccoli esercizi e queste domande vi aiuteranno nell’acquisire consapevolezza nei momenti dei pasti. Forse all’inizio potrà risultare difficile, ma noterete ben presto come il mangiare sia diventato un gesto automatico più che un momento nutriente e gratificante. Facciamo in modo che non sia cosi.

Per informazioni sulla mindful eating (alimentazione consapevole):

Dott.ssa Valentina Melilli

Psicoterapeuta ad approccio strategico integrato

340 4973544

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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