Genitori e scuola: linee guida per aiutare i propri figli nel percorso scolastico

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L’anno scolastico è iniziato. C’è chi sta affrontando una nuova sfida, una nuova esperienza, e chi continua un percorso già avviato. Spesso, nel passaggio alla scuola elementare, il bambino passa da ambienti molto protetti in cui non si richiede alcuna prestazione e lui vale per quello che è, al di la di quello che fa, ad un contesto in cui si viene valutati anche e soprattutto per il proprio rendimento.  Ogni bambino reagisce in modo diverso, in base al proprio carattere, alle proprie inclinazioni, alla propria emotività. In genere, di fronte all’ansia del bambino, l’adulto reagisce riferendosi alle proprie capacità razionali, molto spesso dimenticandosi di quando proprio lui era bambino. Si può avere la tentazione di minimizzare (“sono cose successe anche a me, ma poi ho reagito”), razionalizzare (“quando la maestra ti interroga, tu stai calmo), etichettare (magari attraverso certificati medici o terapie dirette sul bambino).

Il ruolo del genitore è fondamentale: da una parte far sentire il figlio tutelato e protetto, dall’altra incoraggiarlo a mettersi alla prova e ad accettare la fatica e la sofferenza necessarie per superare le inevitabili difficoltà, sviluppando cosi la fiducia nelle proprie risorse e competenze personali.

Quando ad un bambino vengono attribuite caratteristiche negative (“è poco predisposto allo studio”, “non si sa difendere dai coetanei”) tutti  intorno a lui, i genitori innanzitutto, modificano gradualmente il proprio comportamento nei suoi confronti, in linea  con l’aspettativa definita dall’etichetta. Provate a domandarvi:  “In che modo mi comporterei con mio figlio se pensassi che non ci sia questo problema, che atteggiamento avrei, cosa penserei di lui, cosa osserverei di diverso?” Le risposte a queste domande possono aiutarvi a riflettere su quanto l’etichetta negativa” affibbiata al bambino stia condizionando il modo in cui vi relazionate a lui.

Proviamo ora a vedere nello specifico alcune linee guida che possono aiutare i genitori nel relazionarsi al bambino-studente:

  • Passare all’azione: può essere difficile riuscire a far iniziare i compiti al bambino. Passare all’azione, in questo caso, significa coinvolgere direttamente il bambino in un comportamento pratico: “è ora, prendi il diario e vediamo cosa dice”;
  • Alternare aiuto ed autonomia: “ora tu leggi, io ascolto, poi correggiamo insieme”, “fai fino a qui, quando hai finito controllo”: il bambino sperimenta, cosi, le proprie risorse sotto, però, la guida del genitore, il quale dovrebbe limitare il proprio aiuto solo all’inizio e alla fine del compito, affinchè il bambino acquisti sicurezza;
  • Dubitare anziché incoraggiare: di fronte alle difficoltà di studio è fondamentale promuovere dolcemente lo sviluppo delle capacità autonome di risoluzione dei problemi (“è difficile , chissà se sei capace”, “credo che ci metterai almeno quindici minuti a finire, è difficile farlo in meno tempo”). Si tratta di predisporre piccole sfide calibrate sulle capacità del bambino;
  • Concedere la possibilità di errore: è importante lasciare al bambino lo spazio, il tempo e il diritto di sbagliare (“d’altronde era difficile, sbagliando si impara”). La puntuale correzione del genitore, in particolare all’inizio della carriera scolastica, può demotivare il bambino e impedirgli di acquistare sicurezza;
  • Gratificare, ma senza esagerare: circoscrivere le gratificazioni al risultato effettivamente raggiunto (“però…chi l’avrebbe detto, era difficile”, “con questo sei stato bravissimo, vediamo come te la cavi con il prossimo”). In tal modo si previene l’effetto di saturazione delle gratificazioni e si stimola il bambino al raggiungimento di nuovi traguardi;
  • Insegnare facendo scoprire: si apprende veramente qualcosa solo attraverso le proprie capacità. Il compito dei genitori è quello di accompagnare il figlio in questo viaggio di scoperta, permettendogli ad un certo punto di iniziare a navigare da solo.

 

Dott.ssa Valentina Melilli

3404973544

valentina.melilli@libero.it

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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