Il linguaggio segreto dei sogni: il significato dei sogni “comuni”

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Tutti sognano? Ebbene si. Sogna il cane, il gatto, il neonato, addirittura il feto nella pancia della mamma. Se ti sembra di non sognare mai è perché probabilmente hai difficoltà a ricordare i sogni che hai fatto durante la notte.  I sogni, infatti, sono labili e permangono poco nella memoria. Ma se vuoi, puoi allenare la memoria annotandoli subito su un quaderno dei sogni, non appena ti svegli: più rifletti sui sogni, più li ricorderai , perché la tua mente si abitua a ritenerli importanti.

Tutti, prima o poi, facciamo sogni che ci stupiscono, che ci rimangono particolarmente impressi o che si ripresentano insistentemente in determinate fasi della nostra vita.

I nostri sogni sono strettamente legati alla nostra vita e alle nostre esperienze personali; ma ci sono anche sogni assai comuni presso tutti i popoli e culture del mondo, sia del presente che del passato. Questo avviene per il fatto che, nonostante la distanza, il tempo e lo spazio, ci sono paure e desideri che accomunano tutti gli esseri umani, e immagini e simboli che appartengono a tutte le culture.

Proviamo a vedere, nello specifico, il significato di alcuni di questi sogni:

  • Sognare di volare: desiderio di libertà e autonomia, superamento di ostacoli e paure, potere e successo (il volo rappresenta il proprio salire in alto nel mondo), elevazione spirituale (abbandonare la terra e le cose materiali per innalzarsi verso il cielo e la dimensione spirituale), fuga dalla realtà (volare via per allontanarsi da ciò che fa soffrire), voglia di dominare (alzarsi in volo è un modo per guardare tutti dall’alto. Può essere un sogno che ricorre spesso, per compensazione, in chi è affetto da complessi di inferiorità);
  • Sognare di cadere: può essere un sogno causato da angoscia, insicurezza, paura di affrontare situazioni nuove, senso di colpa vergogna;
  • Sognare di dover fare l’esame di maturità: è un sogno che solitamente si presenta in momenti particolarmente stressanti della vita, quando ci si sente oppressi dai doveri, ci si sente giudicati, si ha paura di fallire, si prova ansia nel dimostrare ciò che si vale;
  • Sognare di essere incinta: può rappresentare nuove idee e progetti che si stanno portando a compimento, simbolo di rinnovamento e rinascita interiore, oppure angoscia di fronte ad un cambiamento che non si è preparati ad affrontare;
  • Sognare di essere nudi: E’ un sogno molto comune: ti ritrovi nudo in pubblico, esposto alla vista di persone estranee che però non sembrano notare la tua nudità. Sei in imbarazzo e vorresti nasconderti, ma non riesci a muoverti. Può significare che: ci si sente vulnerabile, inferiore, inadeguato, non all’altezza; si ha bisogno di essere più spontanei, aperti;
  • Sognare persone morte: sono sogni che aiutano a prendere coscienza della realtà della morte e a superare meglio il trauma. Può indicare: senso di colpa nei suoi confronti, rimpianto di non aver fatto/detto qualcosa prima che morisse;
  • Sognare di perdere i denti: di solito nasce dal timore di perdere potere, autorità, energia vitale; può indicare indebolimento, invecchiamento. Se si prova vergogna a essere senza denti, ciò può indicare insicurezza, paura del giudizio altrui. Perdere tutti i denti può essere un sogno che annuncia un grande cambiamento. Se si sogna di perdere (o togliere) un dente marcio, guasto o cariato, ciò potrebbe far riferimento ad un elemento negativo del proprio carattere di cui è necessario liberarsi;
  • Sognare i ladri: un aspetto di se, un pensiero, un desiderio (anche sessuale) represso; c’è qualcosa che minaccia la propria privacy e sicurezza, si sono subite perdite o ingiustizie.

“Un sogno non interpretato è come una lettera non letta” (Talmud)

 

Dott.ssa Valentina Melilli

3404973544

valentina.melilli@libero.it

Genitori e scuola: linee guida per aiutare i propri figli nel percorso scolastico

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L’anno scolastico è iniziato. C’è chi sta affrontando una nuova sfida, una nuova esperienza, e chi continua un percorso già avviato. Spesso, nel passaggio alla scuola elementare, il bambino passa da ambienti molto protetti in cui non si richiede alcuna prestazione e lui vale per quello che è, al di la di quello che fa, ad un contesto in cui si viene valutati anche e soprattutto per il proprio rendimento.  Ogni bambino reagisce in modo diverso, in base al proprio carattere, alle proprie inclinazioni, alla propria emotività. In genere, di fronte all’ansia del bambino, l’adulto reagisce riferendosi alle proprie capacità razionali, molto spesso dimenticandosi di quando proprio lui era bambino. Si può avere la tentazione di minimizzare (“sono cose successe anche a me, ma poi ho reagito”), razionalizzare (“quando la maestra ti interroga, tu stai calmo), etichettare (magari attraverso certificati medici o terapie dirette sul bambino).

Il ruolo del genitore è fondamentale: da una parte far sentire il figlio tutelato e protetto, dall’altra incoraggiarlo a mettersi alla prova e ad accettare la fatica e la sofferenza necessarie per superare le inevitabili difficoltà, sviluppando cosi la fiducia nelle proprie risorse e competenze personali.

Quando ad un bambino vengono attribuite caratteristiche negative (“è poco predisposto allo studio”, “non si sa difendere dai coetanei”) tutti  intorno a lui, i genitori innanzitutto, modificano gradualmente il proprio comportamento nei suoi confronti, in linea  con l’aspettativa definita dall’etichetta. Provate a domandarvi:  “In che modo mi comporterei con mio figlio se pensassi che non ci sia questo problema, che atteggiamento avrei, cosa penserei di lui, cosa osserverei di diverso?” Le risposte a queste domande possono aiutarvi a riflettere su quanto l’etichetta negativa” affibbiata al bambino stia condizionando il modo in cui vi relazionate a lui.

Proviamo ora a vedere nello specifico alcune linee guida che possono aiutare i genitori nel relazionarsi al bambino-studente:

  • Passare all’azione: può essere difficile riuscire a far iniziare i compiti al bambino. Passare all’azione, in questo caso, significa coinvolgere direttamente il bambino in un comportamento pratico: “è ora, prendi il diario e vediamo cosa dice”;
  • Alternare aiuto ed autonomia: “ora tu leggi, io ascolto, poi correggiamo insieme”, “fai fino a qui, quando hai finito controllo”: il bambino sperimenta, cosi, le proprie risorse sotto, però, la guida del genitore, il quale dovrebbe limitare il proprio aiuto solo all’inizio e alla fine del compito, affinchè il bambino acquisti sicurezza;
  • Dubitare anziché incoraggiare: di fronte alle difficoltà di studio è fondamentale promuovere dolcemente lo sviluppo delle capacità autonome di risoluzione dei problemi (“è difficile , chissà se sei capace”, “credo che ci metterai almeno quindici minuti a finire, è difficile farlo in meno tempo”). Si tratta di predisporre piccole sfide calibrate sulle capacità del bambino;
  • Concedere la possibilità di errore: è importante lasciare al bambino lo spazio, il tempo e il diritto di sbagliare (“d’altronde era difficile, sbagliando si impara”). La puntuale correzione del genitore, in particolare all’inizio della carriera scolastica, può demotivare il bambino e impedirgli di acquistare sicurezza;
  • Gratificare, ma senza esagerare: circoscrivere le gratificazioni al risultato effettivamente raggiunto (“però…chi l’avrebbe detto, era difficile”, “con questo sei stato bravissimo, vediamo come te la cavi con il prossimo”). In tal modo si previene l’effetto di saturazione delle gratificazioni e si stimola il bambino al raggiungimento di nuovi traguardi;
  • Insegnare facendo scoprire: si apprende veramente qualcosa solo attraverso le proprie capacità. Il compito dei genitori è quello di accompagnare il figlio in questo viaggio di scoperta, permettendogli ad un certo punto di iniziare a navigare da solo.

 

Dott.ssa Valentina Melilli

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valentina.melilli@libero.it