Come imparare a gestire ansia e attacchi di panico

gestire ansia e panico

Al giorno d’oggi, l’ansia sembra costituire il pane quotidiano per molte persone, una caratteristica che li accompagna nella quotidianità quasi come se facesse parte delle caratteristiche personali. C’è chi cerca di conviverci, chi cerca di scacciarla, chi si rassegna… Ma come mai l’ansia è cosi presente nelle nostre vite? Fino a volte a  sfociare in veri e propri attacchi di panico? 

Iniziamo a capire bene di cosa di tratta: l’ansia è come una coperta, sotto la quale si nascondono delle emozioni, solitamente la rabbia e la paura. E’ un campanello d’allarme, che ci vuole comunicare qualcosa. Ma cosa? Stiamo, evidentemente, vivendo una situazione che non riusciamo a gestire, che ci sfugge, che non riusciamo a controllare e che ci mette in crisi. Ed ecco che l’ansia ci segnala che qualcosa non va, che non stiamo agendo nel giusto modo, che stiamo sottovalutando qualcosa, forse che ci stiamo mettendo in secondo piano o che qualcun’altro sta prendendo il sopravvento su di noi.

“Se quest’ansia potesse parlare, cosa direbbe?” Proviamo per un attimo a fermarci, sediamoci, facciamo un respiro profondo, concentriamoci sulle nostre sensazioni e su ciò che in questo preciso momento stiamo provando. Prendiamoci un momento per noi stessi, per ascoltarci. Si, perché l’ansia e il panico, cosi tanto temuti, sono in realtà dei campanelli dall’allarme. Il corpo parla e lo fa in modo cosi improvviso, dirompente, con sintomi fisici, improvviso, che non possiamo più ignorarlo. E non ha altro modo, perché di fronte ai sintomi fisici (tachicardia, fiato corto, nausea, senso di svenimento) le persone si spaventano e si costringono a fermarsi, a chiedersi cosa c’è che non va. Se è la mente, invece, a chiedere aiuto, spesso viene messa a tacere. Qui corpo e mente diventano un’unica cosa e vengono in nostro soccorso. Ci segnalano che c’è qualcosa nella nostra vita che abbiamo messo a tacere, forse proprio noi stessi, ed è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e cambiare. Cambiamento, una parola che tanto spaventa, ma che apre a nuovi scenari e nuovi punti di vista.

Partiamo, quindi, dal chiederci cosa quest’ansia ed eventualmente questi attacchi di panico vogliono comunicarci, quale area della nostra vita ha bisogno di un qualche cambiamento, cosa stiamo mettendo in secondo piano e quale parte di noi sta cercando di emergere e venir fuori. Ed insieme ad essa quale emozione stiamo reprimendo: forse la paura stessa? Molto spesso la rabbia, che mettiamo a tacere per evitare scontri e conflitti?

E se da soli non ce la fate, non abbiate timore a chiedere aiuto, a farvi aiutare.

Perché ognuno di noi ha diritto alla serenità e a godere di un buon stile di vita.

Per info e appuntamenti:

Dott.ssa Valentina Melilli

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