Decidi della tua vita, altrimenti qualcun altro lo farà al posto tuo…

affermarsi

Essere pienamente se stessi nella vita è possibile. E’ qui e ora, nel nostro quotidiano, che dobbiamo trovare un modo di stare bene con noi stessi, imparando a relazionarci con l’altro. Anche a costo di dire ogni tanto dei no. Affermarsi, essere autentici, sembra per molti un atteggiamento difficile da adottare, e la maggior parte delle persone preferisce rinunciarvi, rischiando di spegnersi lentamente a forza di negare i propri bisogni più profondi. Tuttavia, è bene chiedersi se sia meglio condurre un’esistenza priva di rischi ma  monotona, oppure una vita più movimentata ma che ci soddisfa di più perché ci consente di rimanere fedeli a noi stessi e ai nostri valori. Anche se dandoci il permesso di essere noi stessi temiamo di compromettere le nostre relazioni, in realtà è proprio grazie a questo comportamento che le preserviamo. Annullare noi stessi di fronte all’altro genera infatti tanta negatività e stanchezza che prima o poi saremo costretti a pagarne il prezzo. 

Definiamo ora il concetto di autoaffermazione (o assertività):

  • avere il coraggio di dire no vuol dire mettere dei paletti;
  • avere il coraggio di comunicare il proprio vissuto, la propria verità, rispettando due principi fondamentali. 1: esprimersi a favore dei propri bisogni e valori e non contro l’altro; 2: mettere sullo stesso piano i propri bisogni e quelli dell’altro.

Facciamo il bilancio della nostra situazione attuale: ci sono degli ambiti, delle situazioni particolari, in cui tendo ad annullarmi, a volte senza nemmeno rendermene conto?

Dietro ogni paura e giudizio si nasconde un desiderio, un sogno. Inoltre, ogni volta che si conoscono i propri bisogni si può pensare a come soddisfarli.

Impariamo a trasformare in potenziale d’azione i pensieri che ci bloccano.

Prima tappa: se non accolgo e non esprimo le mie sensazioni, rischio di scivolare nel risentimento. L’essenziale è accogliere e percepire pienamente tutti gli aspetti del proprio vissuto, non limitandosi a pensarci.

Seconda tappa: individuare i pensieri che ci bloccano (giudizi su noi stessi e sull’altro, paure, preconcetti).

Terza tappa: cercare i bisogni che si nascondono dietro ogni pensiero e che sono all’origine delle nostre sensazioni.

Quarta tappa: chiedere a se stessi qual’è il più piccolo passo possibile che si può compiere, realisticamente, per soddisfare almeno uno dei bisogni inappagati in una determinata situazione.

centratura                                   consapevolezza

  IO

coraggio                                       comprensione

Poiché tutto ciò verso cui si rivolge la nostra attenzione tende ad amplificarsi, per essere affermativi anziché aggressivi o passivi, è meglio ingrandire il nostro circolo d’influenza coltivando altri 4 aspetti: centratura su se stessi, chiara consapevolezza del proprio vissuto e della propria aspirazione, coraggio di esprimerli e comprensione del vissuto del proprio interlocutore.

 

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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