Tutti a scuola: piccola guida per aiutare i genitori durante l’inserimento

«Che cosa vuol dire “addomesticare”?» «”E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”….» «Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe. «Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe. «In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…» Il piccolo principe ritornò l’indomani. «Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti».

tratto da Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupery

E’ arrivato settembre e la riapertura delle scuole si avvicina. Come affrontare l’inserimento dei bambini a scuola? Per molti genitori è la prima esperienza, per altri un nuovo anno che inizia con alle spalle l’esperienza degli anni passati, per altri ancora è un’emergere di ricordi che riportano all’esperienza vissuta qualche anno prima con i figli maggiori. Ma il dubbio è sempre lo stesso: come comportarsi per aiutare il bambino ad affrontare questa nuova avventura?

Innanzitutto occorre prendere in considerazione due punti di vista: quello del bambino e quello del genitore.

Dal punto di vista del bambino, entrare a scuola significa:

  • conoscere nuove persone, nuovi spazi e materiali,
  • abituarsi a nuovi ritmi spesso diversi da quelli che il bambino ha a casa,
  • imparare ad “affidarsi” e fidarsi,
  • accettare la momentanea separazione dal/i genitore/i.

Non si può delineare un modo di reagire unico da parte dei bambini, perchè la reazione è unica proprio come unico è ogni bambino nella sua espressione. Si possono, però, rilevare alcuni atteggiamenti che il genitore potrebbe definire “atipici” nel bambino, che sono frutto dell’esperienza che il bambino sta vivendo e che genera in lui forti emozioni contrastanti. Il bambino potrebbe avere comportamenti regressivi (quali ad esempio volere spesso il ciuccio anche se non lo prendeva più), aver bisogno di maggior contatto con il genitore fino ad arrivare a richiederlo in maniera esplicita e frequente. Tutto ciò è una risposta naturale del bambino, per far fronte allo “stress” che l’inserimento al nido genera in lui, dovendo in esso affrontare il distacco dalla figura genitoriale.

Dal punto di vista del genitore sarà importante:

  • incoraggiare il bambino ad esplorare l’ambiente mostrandosi essi stessi sereni,
  • salutare SEMPRE il bambino prima di allontanarsi motivando la propria assenza (la mamma va a lavorare), oppure collegando la propria assenza  ad un rito (la mamma tornerà dopo il pranzo),
  • accogliere e rispondere alle attenzioni che il bambino richiede a casa, senza spaventarsi se queste risultano maggiori da quando il bambino ha iniziato ad andare a scuola,
  • favorire una costante collaborazione con le educatrici per contribuire a creare un ambiente armonico e sereno tra casa e scuola,
  • concedersi tempo e spazio per ascoltare anche le proprie emozioni: per il genitore non è facile “lasciare”il proprio bambino, anche se si fida delle educatrici e della struttura scelta. E’ un distacco tanto per il bambino quanto per il genitore, e non bisogna sottovalutare questo aspetto. Concedetevi del tempo per connettervi a voi stesse e al vostro stato d’animo.

Buon settembre e buona scuola a tutti!

                                                                                                                           Dott.ssa Valentina Melilli

                                                                                                                           340 4973544

                                                                                                                            piccolo principevalentina.melilli@libero.it

 

Autore:

Psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta ad approccio Strategico Integrato. Mi occupo di: coppie, adulti, famiglie, bambini ed adolescenti. Ansia, attacchi di panico, depressione, supporto alla genitorialità, lutto, sostegno psicologico, tecniche di rilassamento, ipnosi genomica.

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